Autolisi del peptidoglicano

Il peptidoglicano costituisce una sorta di rete tridimensionale e durante l’accrescimento della cellula anche la parete deve aumentare di dimensioni, quindi devono rompersi alcuni legami della rete per permettere a nuovi filamenti di peptidoglicano di inserirsi.



Leggi anche: sintesi del peptidoglicano

Autolisine: enzimi che rompono i legami del peptidoglicano

La rottura dei legami della parete avviene per opera di enzimi idrolitici che sono detti autolisine:

  • Muramidasi: tagliano i legami B-1,4 glicosidici tra NAM e NAG.
  • Amidasi: che idrolizzano il legame tra il NAM e la L-alanina (primo aa del tetrapeptide), separando il filamento glicanico dal peptide.
  • Endopeptidasi: che tagliano i legami peptidici tra due aa all’interno del tetrapeptide.
  • Carbossipeptidasi: rimuovono l’ultimo amminoacido D-alanina.

Il primo rompe i legami intracatena del peptidoglicano, gli altri 3 rompono i legami crociati del peptidoglicano.

Quando sono attive le autolisine?

Le autolisine sono quindi usate per:



L’azione delle autolisine comporta un temporaneo e localizzato indebolimento della parete che rende la cellula più vulnerabile e soggetta a lisi.

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