Reazioni di precipitazione

Le reazioni di precipitazione vengono utilizzate in diagnostica e sfruttano la formazione del complesso antigene-anticorpo. La diagnosi, con questo tipo di reazioni, può essere sia diretta che indiretta.

Antigeni solubili e corpuscolati

Un antigene può essere di due tipi:

  • Solubile: l’antigene è una proteina o una componente del batterio;
  • Corpuscolato: l’antigene in questo caso è l’intero batterio che presenta sulla sua superficie una serie di determinanti antigenici che stimolano la risposta immunitaria.



Se anticorpo e antigene sono solubili si viene a formare un complesso immune che, però, non è visibile ad occhio nudo. In ogni caso, non si vengono a creare/formare complessi immuni isolati, ma una sorta di rete che prende il nome di Reticolo di Marrack (si forma dall’unione di più antigeni e più anticorpi).

Reticolo di Marrack

Il Reticolo di Marrack si viene a formare perché l’anticorpo, avendo più frammenti FAB (porzioni variabili dell’anticorpo) riesce a legarsi con più antigeni (le IGM per esempio sono pentameriche, quindi possono legare 10 antigeni).

Affinché si formi il reticolo, è necessario che si leghino anche altri anticorpi ed altri antigeni legati ad essi.

Leggi anche: struttura e funzioni degli anticorpi

Questo è possibile grazie alla presenza di più epitopi che sono i determinanti antigenici, cioè delle strutture dell’antigene che sono riconosciute dai frammenti FAB variabili di diversi anticorpi.
Gli epitopi sono presenti sulla superficie dell’antigene e sono riconosciuti in maniera specifica. Infatti, gli anticorpi non si legano ad una porzione qualsiasi dell’antigene ma agli epitopi (regioni specifiche)

Quindi un antigene può essere legato da più frammenti FAB di diversi anticorpi.

Gli antigeni sono riconosciuti da più anticorpi
Reticolo di Marrack

Il Reticolo di Marrack è insolubile e forma un precipitato (reazione di precipitazione) ma affinché si formi c’è bisogno di un equilibrio tra il numero di antigeni e il numero di anticorpi (rapporto equimolare).



La formazione del reticolo di Marrack è importante per la diagnosi

Per eseguire questo test si fa una sospensione di antigene solubile, poi si agita in modo da formare il reticolo. Si lascia per un po’ di tempo la provetta sul bancone affinché il reticolo precipiti.

Precipitazione zonale

Viene utilizzata se la precipitazione effettiva non ci convince. Si mette il siero del paziente (contenente o meno gli anticorpi) in provetta e si deposita sul siero una sospensione contenente antigeni solubili (stratifichiamo sul volume di siero la sospensione delicatamente in modo che non si miscelino).

Aspettiamo che avvenga la diffusione degli anticorpi dalla zona a più alta concentrazione a quella a più bassa concentrazione e che gli antigeni migrino dalla zona a più bassa concentrazione a quella alta concentrazione.

I 2 (anticorpo e antigene) diffondono uno verso l’altro, finché non raggiungono una zona equimolare, in cui hanno la stessa concentrazione, dove si forma il Reticolo di Marrack (se agitiamo si forma il precipitato). Questa tecnica ci dà una maggiore certezza ed evita che si abbiano dei falsi positivi o negativi.

La precipitazione zonale fa uso del siero e di una sospensione di antigeni



Precipitazione in gel

Si allestisce un gel costituito da materiale inerte e da esso ci ricaviamo dei pozzetti, in ognuno dei quali mettiamo l’antigene o l’anticorpo. Ad esempio, mettiamo nel pozzetto 1 l’anticorpo mentre nei pozzetti 2,3,4 mettiamo tre antigeni differenti. In ciascun pozzetto c’è la massima concentrazione di anticorpo/antigene.

Il gel è permeabile ad antigene e anticorpo e i due diffondono fino alla zona a concentrazione equimolare di antigene e anticorpo, formando un precipitato, che è il baffo di precipitazione (indica la formazione del reticolo di Marrack). Nei pozzetti mettiamo antigene o anticorpi

Elettrosineresi

Abbiamo un gel avente dei pozzetti. In un pozzetto ci mettiamo l’antigene e nell’altro l’anticorpo. Successivamente vien applicato un campo elettrico che velocizza la migrazione, perciò il baffo di precipitazione si forma molto rapidamente.



Diffusione radiale

Il precipitato è visualizzato sotto forma di cerchio di precipitazione.

Con questo test l’anticorpo è diffuso uniformemente nel gel inerte. In ogni pozzetto del gel si mette l’antigene in diverse concentrazioni (cioè ogni pozzetto ha l’antigene ma in concentrazioni diverse rispetto gli altri).

Il gel è uniformemente costituito da anticorpi

L’antigene migra e tende a fuoriuscire dal pozzetto: se nel pozzetto era presente una elevata quantità di antigene, quest’ultimo ci impiegherà più tempo per arrivare ad avere una concentrazione equimolare rispetto a quella dell’anticorpo che si trova nel gel uniforme.

Raggiunta la concentrazione equimolare, si forma il precipitato circolare. Del precipitato circolare si misura il diametro per risalire alla concentrazione dell’antigene nel campione e quindi misurare la carica batterica del campione.

Libro di testo

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Autore dell'articolo: Admin

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