Immunofluorescenza diretta e indiretta

Un’altra grossa branca delle reazioni sierologiche è l’immunofluorescenza: si tratta di reazioni che utilizzano anticorpi marcati con dei fluorocromi, che possono essere visualizzati con specifici microscopi. Anche con questa tecnica possiamo effettuare una diagnosi sia diretta che indiretta.



Fluorocromi

Questa tecnica sfrutta la capacità dei fluorocromi di legarsi a specifiche componenti batteriche o alla regione costante degli anticorpi, in base al tipo di diagnosi che si deve fare. Dei fluorocromi abbiamo già parlato in un altro articolo.

Diagnositica diretta

Possiamo utilizzare l’immunofluorescenza diretta se andiamo a ricercare direttamente gli antigeni (quindi la presenza dei batteri) all’interno di un campione di siero. Questa è una diagnostica che si effettua in situ, direttamente sul campione. In questo caso dobbiamo acquistare un kit che contenga un anticorpo marcato con i fluorocromi.

Se abbiamo un campione polimicrobico in cui vogliamo individuare più batteri possiamo usare più anticorpi marcati con fluorocromi diversi, che emettono in uno spettro differente.

Il campione verrà incubato per il tempo necessario, poi si effettua un lavaggio per allontanare gli anticorpi che non hanno legato l’antigene e si osserva al microscopio irradiando il campione con la luce ultravioletta.
Se non osserviamo nulla ovviamente significa che nel nostro campione non saranno presenti gli antigeni ricercati, altrimenti osserveremo il legame degli anticorpi marcati nei confronti degli antigeni specifici.

Diagnostica indiretta

Se all’interno del siero vogliamo ricercare l’anticorpo dobbiamo avere un antigene noto. L’antigene è adsorbito su un supporto e la ditta ci vende il kit già predisposto per il test.

Bisogna semplicemente aggiungere il siero del paziente, all’interno del quale possono esserci o meno gli anticorpi contro quell’antigene. Facciamo avvenire la reazione e successivamente laviamo per allontanare il siero e gli eventuali anticorpi che non hanno reagito legando l’antigene.

In questo caso dobbiamo usare un sistema che metta in evidenza la formazione del complesso immune direttamente sul supporto. Si utilizzano anticorpi secondari, che sono diretti nei confronti degli specifici anticorpi che a loro volta hanno legato l’antigene. Essendo questi anticorpi marcati con dei fluorocromi possiamo visualizzare la formazione del complesso immune.



Immagine riassuntiva

L'immunofluorescenza utilizza anticorpi marcati

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Autore dell'articolo: Admin

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