Endemia, epidemia, pandemia: ecco le differenze

Abbiamo parlato a lungo dell’epidemiologia e dei diversi tipi di misure che vengono adottate da questa disciplina. In questi appunti introduciamo una serie di concetti molto importanti per lo studio delle malattie infettive.

Manifestazioni delle malattie infettive nelle popolazioni

Nel caso delle infezioni che hanno come serbatoio esclusivo l’uomo un microrganismo può rimanere presente in una popolazione solo passando ininterrottamente da un individuo ad un altro. L’infezione quindi può diffondersi solo se i primi casi provocano un numero sufficiente di casi secondari che, a loro volta, provocheranno l’infezione di altri soggetti che contribuiranno a diffondere l’agente infettivo.



Ovviamente l’infezione dovuta ad un microrganismo determina, nel soggetto colpito, la comparsa di un’immunità naturale. I soggetti immuni saranno quindi un ostacolo alla diffusione dell’agente patogeno che, per poter sopravvivere, ha bisogno di poter infettare un sufficiente numero di soggetti ancora suscettibili (quindi non immuni). Le vaccinazioni si basano proprio su questo principio.

La trasmissione degli agenti infettivi tra gli individui di una popolazione è tenuta sotto controllo dal sistema sanitario nazionale che, quando necessario, dovrà mettere in atto una serie di azioni per contrastare il contagio. In questi appunti, spiegheremo la differenza tra: sporadicità, endemia, epidemia, pandemia. Queste sono le forme principali con cui una malattia infettiva può manifestarsi e diffondersi in una popolazione.

Sporadicità

Parliamo di sporadicità quando i casi di malattia si manifestano in modo isolato senza alcun rapporto con gli altri casi.

Malattia infettiva che si manifesta in maniera sporadica

In questo grafico (e nei grafici successivi) stiamo confrontando il numero di casi di una determinata patologia infettiva, e non i relativi tassi di incidenza, nel tempo.

Endemia

Si parla di endemia quando una malattia è costantemente presente nella popolazione residente in una determinata area geografica, manifestandosi con un numero di casi più o meno elevato ma complessivamente abbastanza costante.

Esempio di una malattia endemica

Una malattia quindi è detta endemica quando è presente in un territorio costantemente.

Epidemia

Si parla di epidemia quando una malattia colpisce le persone più frequentemente del solito (di quanto “atteso”) in una determinata zona geografica.
Questo significa che una epidemia non dipende dal numero di infetti o di morti, non c’entra con la gravità della malattia ma dipende dalle modalità della sua diffusione.

Schema che rappresenta un'epidemia

Se in Italia abbiamo ogni anno (faccio un esempio a caso) 100 contagiati da pertosse ed un anno ne avessimo 500, si può parlare di epidemia. Se in tutta Italia abbiamo un numero stabile di casi di pertosse ma in una città ce ne fossero il triplo di quanto successo l’anno prima, si parlerebbe di “focolaio epidemico“, perché l’epidemia è concentrata in quella zona.

Pandemia

Si parla di pandemia, invece, quando la diffusione epidemica va oltre i confini di un paese e dilaga attraverso i continenti. La pandemia di influenza spagnola, tra il 1918 e il 1920, uccise decine di milioni di persone in tutto il mondo.



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