Il concetto di omeostasi

Il vivente, pur rimanendo costantemente se stesso, sa adattarsi alle condizioni ambientali e sa cambiare le sue azioni in funzione dei fattori esterni. Al variare dell’ambiente esterno, però, l’ambiente interno rimane costante e la sua azione, pur adattandosi, persiste nel suo fine.



Walter Cannon, per spiegare questo concetto, coniò il termine omeostasi: la tendenza a mantenere lo stato stazionario.

Il vivente è un sistema termodinamico aperto, altamente organizzato, in disequilibrio stazionario, altrimenti detto stato stazionario: disequilibrio permanente, mantenuto da un flusso di energia in entrata ed in uscita dal sistema. La stazionarietà nel tempo simula l’equilibrio, ma essa è semplicemente dovuta all’uguaglianza del flusso netto d’entrata e del flusso netto d’uscita.

FONTE: sportandscience.wordpress.com

Esempio di omeostasi

Grazie ai processi omeostatici eventuali variazioni dei parametri interni vengono prontamente rilevate e vengono riportati ai valori normali. Il nostro corpo, ad esempio, mantiene una temperatura interna costante di circa 36-37°:

  • Se l’ambiente esterno è molto freddo è importante che il corpo trattenga il calore, quindi si verifica una vaso-costrizione (ecco perché con il freddo abbiamo un colorito più chiaro). Quando abbiamo freddo, inoltre, spesso avvertiamo il classico brivido: non è altro che una contrazione muscolare molto rapida che serve a rilasciare calore.
  • Se l’ambiente esterno è molto caldo, invece, tendiamo a sudare per abbassare la nostra temperatura corporea.

L’omeostasi è presente sia a livello cellulare sia a livello sistemico.

  • A livello cellulare, ad esempio, è importante mantenere costanti le concentrazioni dei soliti, dell’acqua e del glucosio, così come è importante mantenere costanti pH e potenziali di membrana.
  • A livello sistemico è importante mantenere costanti la temperatura corporea e, ad esempio, la concentrazione di ossigeno nel sangue. (Ovviamente non abbiamo elencato tutti i processi omeostatici).

Affinché ci sia l’omeostasi sono ovviamente necessari dei sistemi di controllo che siano in comunicazione con il SNC. Il controllo può essere locale o sistemico.

Proprietà dei processi omeostatici

Indipendentemente dal processo tutte le forme di omeostasi dipendono da un unico meccanismo, il meccanismo a feedback negativo.



In questo meccanismo c’è un imput di sistema (che è rappresentato da un “sensore”) che segnala qualche variazione, il segnale viene ricevuto dal SNC che elabora una risposta che agisce a monte, riportando il sistema allo stato iniziale.

Tutte le omeostasi, ovviamente, richiedono il consumo di energia.

Approfondire il concetto di omeostasi

Il primo capitolo di tutti i testi di fisiologia parla di omeostasi, plasticità e sistemi di controllo degli organismi viventi. Questi sono i concetti chiave che saranno indispensabili per comprendere tutti i corsi di fisiologia, da quella generale a quella umana.

Il libro di fisiologia edito da Edi-Ermes è un ottimo testo per studiare e per approfondire questi concetti.

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