Struttura trofica di un ecosistema

La suddivisione degli organismi tra autotrofi ed eterotrofi rappresenta la forma più semplice di definizione della struttura trofica degli ecosistemi. Chiaramente gli organismi eterotrofi possono a loro volta essere suddivisi in gruppi a seconda che utilizzino biomassa degli autotrofi, dei consumatori primari, di quelli secondari e così via. I gruppi sono:

  • consumatori primari (o erbivori)
  • consumatori secondari (o carnivori primari)
  • consumatori terziari (o carnivori secondari)

E’ quindi possibile descrivere la struttura trofica degli ecosistemi suddividendo gli organismi in livelli trofici in funzione del numero di passaggi preda-predatore che li separano dalla sorgente primaria di energia costituita dal sole, dai composti chimici o dalla materia organica morta (nel caso di strutture trofiche di decompositori, note anche come strutture a base detrito).



Livelli trofici in un ecosistema

E’ possibile, quindi, fare una classificazione trofica degli organismi in base alla loro funzione senza tener conto della specie a cui appartengono:

  • le piante verdi sono organismi produttori ed occupano il primo livello trofico;
  • gli organismi che si nutrono di piante verdi sono consumatori primari ed occupano il secondo livello trofico;
  • gli organismi animali che consumano altri organismi animali (carnivori) sono consumatori secondari ed occupano il terzo livello trofico; e così via.
Esempio di struttura trofica di un ecosistema marino
Fonte: http://www.biologiamarina.eu

Il caso degli organismi che si alimentano a più livelli trofici

Generalmente è possibile attribuire una specie biologica ad un livello trofico ma in molti casi gli individui di una stessa specie possono alimentarsi a livelli trofici diversi oppure possono cambiare il livello trofico a cui si alimentano nel corso della propria vita.

Organismi che utilizzano materia organica da diversi livelli trofici vengono detti onnivori: l’uomo, ad esempio, è un onnivoro poiché mangia la carne di bue, il quale bruca l’erba che fissa l’energia luminosa, oppure mangia direttamente il grano che fissa l’energia luminosa.

A seconda di quello di cui si nutre, un consumatore quale l’uomo, è consumatore primario o secondario e così via.

In altri casi gli organismi si nutrono tutti allo stesso livello trofico quando sono adulti, ma ad un livello trofico differente quando sono giovani. E’ il caso del luccio che è planctivoro (o carnivoro primario) da giovane e piscivoro (o carnivoro secondario o terziario) da adulto.
Questo è un meccanismo evolutivo molto importante che permette di ridurre la competizione intraspecifica.



Rappresentazioni grafiche struttura trofica

La struttura trofica di un ecosistema può essere descritta principalmente attraverso tre rappresentazioni grafiche:

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