Denti e diversi tipi di attacco

I denti hanno un ruolo importante per lo studio dell’evoluzione perché, essendo poco degradabili, sono presenti numerosi fossili che si sono rivelati utilissimi nello studio dell’anatomia comparata. Hanno forma variabile e ciò è importante per la classificazione.

I denti si adattano alla dieta quindi dal loro studio possiamo risalire al tipo di alimentazione dell’animale che vogliamo studiare.



Da cosa si sono evoluti i denti?

I denti si sono evoluti dalle scaglie placoidi, che derivano dalla frammentazioni degli scudi dei placodermi, precisamente dai dentelli che si trovavano sulla loro corazza.
Nel dente riconosciamo tre porzioni: radice, corona e cavità della polpa.

  • La radice si approfonda nella gengiva.
  • La corona sta al di sopra della radice.
  • La cavità della polpa sta all’interno del dente, dove passano vasi sanguigni e nervi.

I tessuti sono lo smalto, che ricopre la ortodentina, e il cemento, particolare tipo di tessuto osseo (osso acellulare non vascolarizzato e ricco di fibre) privo di cellule, che li tiene fissi.

Attacco pleurodonte, acrodonte, tecodonte

Nei pesci cartilaginei i denti sono ancorati direttamente alla pelle tramite fibre collagene mentre in tutti gli altri vertebrati sono fissati alle ossa della bocca. L’attacco alle ossa della bocca è diverso nei vari vertebrati e può essere di tre tipi: pleurodonte, acrodonte e tecodonte.

Attacco pleurodonte, acrodonte, tecodonte
FONTE: paleonature.org
  • Nell’attacco pleurodonte il margine esterno della mandibola forma una parete sottile, in cui è accolta la parte più esterna, la radice del dente. Il dente si attacca lateralmente e si fissa tramite fibre.
  • Nell’attacco acrodonte (dente sul culmine) i denti non hanno quasi radici e sono in continuità con le ossa mascellari, rivolti verso la bocca.
  • Nell’attacco tecodonte (il nostro), è presente unna cavità che accoglie la radice del dente. I denti hanno radici fisse in alveoli scavati nelle ossa.

Diversi tipi di denti

I denti possono essere:

Libro di anatomia comparata

Lo studio dell’anatomia comparata richiede tempo, pazienza e l’ausilio immagini. Il manuale “Anatomia Comparata” edito da Edi-Ermes è un ottimo testo per il superamento dell’esame, perché unisce alle immagini una grande chiarezza nell’esposizione dei concetti. L’unico difetto è che potrebbe contenere troppe informazioni rispetto agli argomenti trattati a lezione.

Autore dell'articolo: Admin

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