Struttura terziaria e quaternaria delle proteine

Abbiamo visto nei precedenti appunti, che potete trovare nella sezione dedicata alla biochimica, che la sequenza primaria di una proteina non è altro che la sequenza lineare degli amminoacidi.

Per quanto riguarda la struttura secondaria, invece, la situazione è un po’ più complessa perché essa fa rifermento alla disposizione nello spazio degli atomi dello scheletro di una proteina. Si riconoscono due tipi di struttura secondaria che sono l’alfa elica e il foglietto beta, di cui potete trovare tutte le informazioni cliccando sul link in evidenza.



Oggi in questi appunti parleremo della struttura terziaria e della struttura quaternaria, cioè dell’orientamento nello spazio non più dei singoli atomi di una proteina ma di tutti gli amminoacidi.

Struttura terziaria

La disposizione nello spazio di tutti gli amminoacidi di una proteina viene detta struttura terziaria. Gli aa che si trovano lontani in una sequenza polipeptidica, e che quindi fanno parte di diversi tipi di strutture secondarie, possono interagire tra loro tramite legami non covalenti come:

  • Legami a H;
  • Interazioni idrofobiche tra amminoacidi non polari;
  • Legami ionici.

In generale una proteina tende a ripiegarsi in una configurazione compatta con i gruppi apolari che si dispongono verso il lato interno della struttura tridimensionale e i gruppi polari che si dispongono verso il lato esterno.

La configurazione tridimensionale di una proteina è determinata dalla sua struttura primaria e ad ogni struttura primaria corrisponde una sola struttura terziaria. Quando una proteina si avvolge su se stessa gli aa che prima erano lontani potrebbero anche trovarsi vicini.
La struttura terziaria di una proteina è fondamentale per la sua funzione: una mutazione genetica che porta all’aggiunta di un aa diverso potrebbe modificare le interazioni non covalenti che provocano il ripiegamento delle proteina, rendendola non funzionale.

Esempio di una proteina con struttura terziaria

Struttura quaternaria

Alcune proteine contengono due o più catene polipeptidiche distinte che possono essere uguali o diverse. Queste sub-unità sono tenute insieme o da legami non covalenti o da ponti disolfuro e la loro disposizione nello spazio prende il nome di struttura quaternaria.

In pratica solo le proteine costituite da più sub-unità (più catene polipeptidiche) possono avere una struttura quaternaria. Due esempi sono l’insulina e l’emoglobina, che è costituita da quattro catene polipeptidiche associate.


Autore dell'articolo: Admin

Laureato con 110 e lode alla triennale in Scienze Biologiche e, da Ottobre, sarò studente di Nutrizione Umana nella laurea magistrale in Biologia. In questo sito voglio mettere a disposizione, gratuitamente, tutti gli appunti che mi hanno aiutato a sostenere tutti gli esami della triennale. Potete acquistare, direttamente dal sito, i libri di testo e non solo. Una cortesia: disattivate AdBlock, le pubblicità mi aiutano a finanziare questo progetto..a voi non costa nulla!

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